lunedì 19 novembre 2012

...se la vedi dille ciao

Non dirle che non è cosi' - Francesco de Gregori - ascolta

Se la vedi dille ciao 
salutala ovunque sia 
è partita tempo fa 
e adesso forse è in Tunisia
Dille che non si preoccupi 
per le cose lasciate qui 
e se crede che l'abbia scordata 
non dirle che non è così 


Il TMB (Tour Mont Blanc) è un giro di grande respiro attorno alla montagna più alta delle alpi. Si attraversano Svizzera, Francia, Italia. E' percorso ogni anno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo ma c'è sempre il modo per restare da soli e apprezzare vedute come queste. I ghiacciai, che presto scompariranno lasciando il posto a ghiaioni infiniti, dovrebbero essere assolutamente ammirati prima della loro fine, specialmente da chi è bambino adesso e che rischia di non incontrarli più sul suo cammino. Da giovane credevo nella divisione mare-collina-montagna ma più in là, con il tempo, mi sono reso conto che c'è una quarta voce, e questa è ghiacciaio, un mondo a sè, con regole proprie, struttura mutevole, una voce che sempre canta. Luglio 2010.


Abbiam dovuto dividerci 
e sbatterci qua e là 
ma per quelli che si amano 
non è certo una novità
E adesso che se ne andata 
e adesso che non c'è 
è ancora nel mio cuore 
è ancora vicino a me 


Negli ultimi tempi, quando sono in giro per montagne, vivo ogni cosa con intensità doppia, con gli anni ogni momento come questo risulta assolutamente prezioso e imperdibile, come se fosse l'ultimo di una serie che è stata lunghissima e che sembra non finire mai. Questo succede anche con le persone che incontro. Il mio interesse nei loro confronti, nella loro vita, nelle loro esperienze è molto alto, quando ci parlo vorrei sapere tutto di loro, di quello che hanno visto e vissuto. Questo cambiamento mi ha dato molto, molto di più di quando li incontravo e non li ascoltavo e importante era parlare solo di me. Sembra impossibile non rendersi conto di quanto questa brutta abitudine che avevo anch'io sia diffusa e senza speranza di essere cambiata a breve.


Se mai la incontrerai 
dalle un bacio da parte mia 
ho sempre avuto rispetto per lei 
per come se ne andata via 
Se c'è un altro che le sta accanto 
certamente non sarò io 
a mettermi fra di loro 
ci scommetto che non sarò io 
Faccio un lavoro strano 
vedo gente in quantità 
e mi capita ogni tanto di sentire il suo nome 
in giro per le città 


Queste immagini per me sono speciali, infatti questi "ragazzi" hanno tutto quello che serve loro...mughi, rododendri, ghiaccio e granito. Sono totalmente a posto. Pensano:
"Ok, tra qualche tempo arriverà l'inverno da dietro l'aguille blanche, e sarà dura, molto più dura, ma al momento è perfetto così, perchè preoccuparsi?" ."Questo vecchio con la testa bianca, invece, che ci fa la foto, perchè si affanna con quello zaino ridicolo e immenso, deve fare di corsa tutto il giro della Grande Montagna e non si ferma mai, poi deve tornare a casa, in quel posto orribile e senza futuro dove è costretto a spendere la sua esistenza e dentro il suo cuore spezzato ha un solo desiderio: tornare qui...e allora perchè se ne va e non resta assieme a noi? ...ma certo, dove può stare? come può sopportare il grande freddo, la fame, la nostalgia di casa...."
E' un continuo equilibrio, mutevole, delicatissimo e sempre pronto a disintegrarsi in 1000 piccolissimi pezzi, tra me e loro, tra casa e fuori, tra io e gli altri.


E non c'ho fatto ancora l'abitudine 
o forse mai ce la farò 
sarà che sono troppo sensibile 
o nella testa chissà che c'ho 
Sole grande, luna blu 
il passato è ancora qua 
e so a memoria i ricordi 
e il tempo prende velocità 
Se tornasse da queste parti 
il mio indirizzo la gente lo sa 
tu dille che può cercarmi 
se trova il tempo mi troverà 



.. quando il cuore fa i capricci, invece di fare cose molto più necessarie, piacevoli ed evidenti, penso assurdamente se può valere la pena occuparsi sempre del proprio benessere, essere così inflessibili sulle regole da seguire. Meglio il seitan o un grandioso boccale di birra fresca? Meglio un'ora di biodanza o una fantastica partitella di calcetto a 5? Meglio stare ore e ore a pensare e a girarsi nel letto o prendere una definitiva pastiglia (!) da 1mg di tavor e chi s'è visto s'è visto? A colazione tisana e limone o un espresso come si deve, magari con prosciutto e pecorino di pienza? Mah? Boh? Come in tutte le cose forse c'è sempre una via di mezzo, di certo però questo equilibrio è ancora così lontano da me .... qua sotto i "giovani ragazzi" del monte bianco si scontrano, non solo per gioco, ma per cominciare a vivere seriamente e il rumore delle loro corna che sbattono riempie le combe silenziose e i ghiacciai del trient; ...intanto da martigny è evidente che sta per arrivare un temporale furioso, di ghiaccio e neve, devo andare, l'argentiere è molto lontana e io sono così stanco....




Francesco De Gregori (Roma, 4 aprile 1951) è un cantautore italiano.
Tra gli artisti più importanti della scena musicale italiana. Nelle sue canzoni si incontrano musicalmente sonorità rock e vicine alla musica popolare, mentre nelle liriche un ampio uso della sinestesia e della metafora, spesso di non immediata interpretazione, con passaggi di ispirazione intimista, letterario-poetica edetico-politica in cui trovano spazio riferimenti all'attualità e alla storia. È spesso definito cantautore e poeta, sebbene egli preferisca essere identificato semplicemente come "artista"

mercoledì 7 novembre 2012

...lentamente muore

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti
chi non parla a chi non conosce."




Ho percorso questa strada e ho visto questo vecchio mulino decine di volte, perchè è proprio dietro casa mia,  sotto la macchia della magona e dunque ripeto ogni giorno gli stessi percorsi ma il fatto di farlo in tutte le stagioni, a primavera, come nella prima foto, o d'inverno dove ho trovato anche la neve e il ghiaccio, oppure d'estate con i campi biondi di cicale o d'autunno, come nella seconda immagine, con la terra bruna che aspetta il freddo e l'inverno, rende il percorso differente ogni volta, magico in tutte le occasioni. Anche camminare e guardare i paesaggi con occhi diversi in diverse stagioni è un bellissimo modo per restare vivo.

"Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti."



Questa è una delle case che sogno di acquistare (...ne ho almeno tre, di questi sogni), rimettere con il tempo a andare ad abitare. Ma è solo un sogno e anche se provo spesso a visualizzarlo per poi vederlo realizzato, come mi hanno recentemente suggerito, probabilmente rimarrà tale. Ma il fatto di passarci ogni tanto, vedere se qualcuno ha preso questa favolosa colonica vicino volterra al posto mio ed è riuscito a realizzare quello che io non sono stato in grado di fare, mi riempie lo stesso di entusiasmo, di altri progetti, di possibilità...

"Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,.
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso"




Viaggiare è tutto per me, se non posso viaggiare io sono come morto. E a volte non importa andare lontano, il viaggio è anche dietro casa, come qua sopra in quello splendido paradiso di terra e di mare che è la sardegna. Ho letto centinaia di libri di viaggio, saprei anche domani come e dove passare la frontiera per Teheran, come passare dal nepal alla cina, come andare in mongolia. Ho percorso quelle strade con la fantasia di notte e di giorno e in migliaia di pagine e di fotografie. Se anche potessi realizzare solo il 10% dei miei progetti non mi basterebbe il tempo che mi rimane. Tra qualche anno, se ci sarò ancora, cosa tutta da chiarire, comincerò a farlo seriamente. Sto già preparando quello che serve, e cioè pochissimo, un piccolo zaino e un pò di coraggio.

"Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce."



Il sole di aprile sta scendendo molto rapidamente alle spalle di berchida, costa sarda orientale, anche questo giorno sta morendo e il suo ricordo è estremamente positivo. Negli ultimi anni la bilancia dei ricordi dei miei giorni deve sempre segnare positivo, basta appena appena. Tempo fa mi sono ripromesso che non vivrò mai più un singolo giorno che non sia stato degno di essere vissuto. La vita è stata ultimamente molto generosa con me, fin troppo e senza alcun merito. Il mio debito nei suoi confronti è diventato incolmabile, come quello che ho con mia madre. Ma in fondo posso dire che la natura è adesso diventata mia madre.

"Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità."



Le impronte  degli abitanti di questo pianeta, uomini e animali segnano, temporaneamente, la spiaggia di velluto che ammanta berchida. Conoscere altri esseri viventi è parte integrante del viaggio, anche di quello quotidiano, che non sarebbe un viaggio senza questi nuovi incontri. A volte l'esistenza annoda i fili della vita in groppi che sembrano inestricabili. Viaggiare, conoscere e comprendere gli altri che incontriamo lungo la strada scioglie qualsiasi tipo di nodo.
willis.

Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre1973), è stato un poeta e attivista cileno. Viene considerato una delle più importanti figure della letteratura latino americana contemporanea.

martedì 6 novembre 2012

2 pesci



Se è scritto che due pesci nel mare debbano incontrarsi, non servirà al mare essere cento volte più grande.

[stefano benni]

mercoledì 31 ottobre 2012

...non riesco a capire.

Non riesco a capire... è come se si avesse paura di esporsi alla vita, vale a dire a un rapporto diretto con il proprio mondo, quasi si temesse di sporcarsi o di ricevere danno. Trovarmi in un bosco sotto la pioggia o ascoltare il sapore del vento sulla propria pelle, sperimentare l'inverno intensamente, viverci dentro piuttosto che isolarci da esso [...] tutto questo ha per me un valore unico.



...al largo di girolata, corsica occidentale, fine anno 2011


Certo è inutile insistere sempre sulla solita musica: il mondo si è ormai allontanato dalla natura in modo preoccupante. Si è presa da tempo la strada dell'avere, del ricoprirsi di inutilità per raggiungere questo illusorio "benessere" piuttosto che quella dell'essere, ovvero dell'esprimere ciò che dentro ognuno di noi. Ogni volta che ci penso rabbrividisco. Poichè un mondo così fatto non solo si allontana, dal freddo e dal vento, ma continua con il suo esempio a commettere quello che è il danno più grande che è quello verso i bambini.



...le due terribili, ordesa,  pirenei meridionali, spagna, estate 2010

 Li si educa ad avere paura di tutto, non solo del freddo o di sporcarsi le mani con la terra [...] ma soprattutto di ciò che non si conosce, l'ignoto, la scoperta, la curiosità. Tanto ci pensano ALTRI a farlo per noi, sono questi "ALTRI" che che creano il nostro mondo di certezze, di una vita già scritta, ci pensano la televisione, i politici, la chiesa, ci pensa questa modalità fondata sul possedere, sul benessere, sul dio denaro. [...] Ci si allontana sempre più dalla nostra origine.



...chios, il paradiso in terra, grecia orientale, estate 2009


 E' un sentimento particolarmente vivido quando passeggio di notte tra le strade illuminate di una grande città. Non c'è nessuno e queste luci cancellano ogni ombra, tentano di allontanare la notte, le stelle. Non posso fare a meno di chiedermi cos'è esattamente che esse illuminano, Forse semplicemente i marciapiedi di case dove la gente vive con il buio nel cuore? Perchè ci allontaniamo dalla nostra Madre Terra? Perchè la distruggiamo?



...la riserva di scandola, corsica,  fine anno 2011


 Pensiamo che sia il benessere ciò che ci serve, quello fornito dalle "cose", eppure non è così. Più ci ricopriamo di cose più il nostro essere soffoca [...]. Tornare ad ascoltare ciò che si ha dentro. Lo si dovrebbe fare con i propri figli se possibile: un'ora in più trascorsa in un luogo silenzioso, di fronte al mare o nel bosco, piuttosto che attaccati alla televisione o a guardare le vetrine.



...la chiesetta di st. michele de murato, corsica,  fine anno 2011


Quanto margine di avventura è disposta ad accettare la gente, penso, quanto è davvero disposta a perdersi nella "grande natura"? [...] e chiunque si metta in marcia è qualcuno che ha acceso una nuova luce sulla terra. E non importa se lo fa per un giorno, una settimana, un anno nè conta il tipo di impegno che ciò comporta. Quello che conta è continuare a farlo, è decidersi a partire, anche se si fallirà al terzo passo. Ma almeno si è provato: di sicuro al secondo tentativo andrà meglio [...] Occorre respingere quella pesantezza che per altri è ostacolo a questa comprensione, ad alzarsi e tentare. Poichè appunto anche chi non è qui oggi, anche chi è rimasto a casa e ha paura di uscire, anche costoro possiedono la medesima luce e anch'essi potrebbero essere qui, in cammino.



...autoscatto in vetta ai brentoni, fine estate 2012


E ci sono io, un puntino scuro, gli sci piantati nella neve e, al mio fianco, la slitta. E' tutto ciò che ho e che sono da tempo. Quanto ormai il nostro vivere è così?
ESSERE CIO' CHE SI HA (invece di ) NON AVERE PER ESSERE
POSSEDERE E POI GETTARE.


Ario Sciolari: Il sogno del lupo, Corbaccio ed.


martedì 30 ottobre 2012

Albania e Grecia 2012


Decine di torrenti di acqua pulita e veloce scendono dalle montagne, vengono divisi in centinaia, migliaia di campi, terrazze, orti; in albania, il paese delle aquile, la popolazione si autosostiene quasi completamente. Il mercato è l'incontro e lo scambio, quando arriva qualcuno da fuori è una festa, l'ospite è sacro. Il traffico all'interno è irrilevante e occorre mantenere un'attenzione costante perchè la strada è molto stretta e improvvisamente dal niente può uscire di tutto: carri, animali, bambini stracciati e  vecchie mercedes volanti!


"...nulla avviene per caso, penso che ogni evento della nostra vita racchiuda in se la possibilità di evolvere e raggiungere un maggior benessere".... le possibilità di nuovi incontri che cambiano per sempre la nostra esistenza sono infinite come i gabbiani sulle spiagge di Lemnos. L'importante però è saperle cercare e vedere queste possibilità, capire che se ne possono volare via, e non tornare mai più sulla stessa spiaggia, la possibilità se ne è andata, persa per sempre nel mare azzurro della grecia.


Per un piccolo, o una piccola come in questo caso, la vita è vissuta esattamente nel momento in cui la sta vivendo, i periodi di passato e di futuro che può tenere in considerazione sono brevissimi, al limite non ci sono. Purtroppo però tendono ad allungarsi sempre di più, crescendo, fino ad arrivare alla disastrosa situazione della maggior parte di noi in questi anni orribili dove il presente non esiste quasi più è c'è spesso un desolante passato e un angosciante futuro (...ma adesso basta con questo pessimismo!!)


Vivere per giorni su una spiaggia deserta o, come in questo caso, con la rassicurante (e confortevole) compagnia di una taverna semi-disabitata e di una chiesetta ortodossa sempre aperta è quanto di meglio la vita possa offrire, il camper diventa la tua casa in quel posto, non è più un mezzo per spostarsi, e il luogo ti prende lentamente con se, con i suoi ritmi, la sua luce, i suoi orari e il passaggio degli animali e delle onde, "sigà sigà", piano piano....


Ci sono momenti in cui occorre stare a casa, il nido va difeso strenuamente per giorni e giorni, anche con l'aiuto di qualche amico come in questo caso, ci sono altri momenti in cui il nido va lasciato, i piccoli devono volare con le loro ali e, se resta del tempo, ci sono altri paesi, altri cieli, altri venti, altri nidi da costruire..


"Syri i Kalter" - l'occhio azzurro...l'acqua esce fortissima dal fondo della terra, la profondità del pozzo carsico non è stata ancora misurata, ma che ce ne importa di sapere da dove viene, quello che è certo e dove sta andando: al mare, e nessuno può impedire che ci arrivi, la sua forza non conosce ragioni.

willis.



sabato 14 aprile 2012

...mangiare e dormire con la terra


Bivacco Perugini e Campanile di Montanaja, Novembre 2011. Il sole scende rapidamente e la torre, immane meridiana celeste, segna il passare delle ore e l'arrivo del crepuscolo, rapido in questa stagione. L'aria è immobile e il silenzio è assordante. ...vrrrrr, una specie di ronzio. Il silenzio è il bene più prezioso che abbiamo perduto.

"Qualche anno fa, forse era il 1991, complice la lettura di "vita nei boschi" di H.D.Thoreau trascorsi tutto il mese di febbraio nella splendida casera Laghetto, in alta val Frassina. Volevo starmene in pace, da solo a contatto con la natura e i miei pensieri. [... ]. Rimorsi, rimpianti spingevano alla porta, accompagnati da remote tristezze. La candela dava vita a ombre che ballavano sulle pareti della stanza [...]. Durante la prima settimana il sonno non voleva sapere di prendermi con se. La testa si caricava di ansie al punto di farmi percepire gente nella stanza. Dopo i primi 4/5 gg difficili sentii che stavo riappropriandomi dei ritmi naturali che l'uomo ha dentro di se...I gg iniziarono a scorrere veloci, l'ansia era scomparsa, di notte dormivo tranquillo. [...] Di giorno giocavo con la natura, di notte ascoltavo le voci degli esserei misteriosi che la popolavano. In quel silenzio pacifico percepivo più che in chiesa la presenza del Grande Architetto."


Monfalconi, Alta val Montanaja, Novembre 2011. A mio avviso, uno dei più bei circhi di tutte le alpi. E' visibile in basso la traccia di salita. La settimana successiva non sarebbe più stato possibile salire sin qui senza attrezzatura e probabilmente fino ad oggi non troppe persone saranno salite quassù.

"...anche il nostro malgaro si fermò. Si perse nel caos di quei giorni (alluvione del Vajont N.d.A.) e con lui il suo antico mestiere. Le casere vennero invase dalle ortiche; in pochi anni le scandole marcirono lasciando filtrare l'acqua dal tetto[...]. Ora non è rimasto più niente di quei luoghi della memoria, se non i bianchi muri malinconici. Ma da quelle esperienze qualcosa si è salvato oltre ai ricorsi: se non altro la consapevolezza che occorre resistere, tenere duro in ogni situazione. Il tempo poi darà valore alle cose vissute, facendoci magari apparire buone e belle quelle che da giovani ci sembravano cattive e ostili. Ripensando a quei giorni di continuo contatto con la natura e con gli animali mi viene in mente un passo di una poesia di Whitman che mi regala un certo orgoglio e che dice:
ora vedo il segreto per fare gli uomini migliori
crescere all'aria aperta,
mangiare e dormire con la terra."


Cime dei preti, Alta val Cimoliana, Novembre 2011. La neve, ventata di fresco, si è depositata come zucchero a velo su questa splendida montagna che ho visitato per la prima volta con l'amico Flavio, grande alpinista, e che non ho più rivisto. Mi piacerebbe molto salire ancora con lui.

"...viveva in una semplicità disarmante che forse è il segreto della serenità. Molte volte troppo sapere conduce all'ansia, poichè ci pone di fronte a domande inquietanti. Lei invece non si poneva nessun problema, nessun perchè: viveva e basta. Viveva in armonia con la natura e gli animali e possedeva la fede; tutto qui.[...]
restò fedele a quel mondo arcaico che aveva conosciuto da bambina. Fedele a quei cicli che vivono del respiro delal terra, fedele a quegli anni passati nel lavoro e che il Vajont aveva cancellato per sempre."

Brani tratti da "Nel legno e nella pietra" e "Il volo della martora" M. Corona. Mondadori e Vivalda Editori.

Mauro Corona è uno scrittore, alpinista e scultore italiano. Scultore ligneo, si dedica all'alpinismo: ha scalato numerose vette italiane ed estere, aprendo oltre 300 vie di scalata nelle dolomiti d'oltrepiave. È autore di svariati libri, alcuni dei quali bestseller.

...niente è fermo in questo mondo


Isola di Tavolara, Sardegna, Aprile 2012, ci hanno scaricato con un gommone e siamo rimasti soli, con le capre selvatiche. Sopra di noi c'è una montagna immensa che ricorda le dolomiti, attorno centinaia di gabbiani. Fiori ovunque. Voglio restare qui.


"...questa roba non serve a niente, non c'è niente da conquistare al di fuori degli istinti naturali che abbiamo perso. Se gli uomini vogliono sopravvivere devono imparare a stare insieme, per stare insieme devono imparare a condividere ogni cosa [...].
Continuiamo a comportarci come se fossimo Dei anche se ogni giorno dobbiamo scendere dalle nostre divine altezze per scaricare gli escrementi come qualsiasi altro animale; continuiamo a far finta di essere immortali.
Ti sei mai chiesto perchè gli uomini davanti alla morte si comportano come se fosse un evento straordinario e brutale? Te lo dico io perchè, perchè tutti in fondo pensiamo di essere eterni, senza fine, perchè ci piace vivere e perchè la vita in sè appare come un'immagine ferma."



Spiaggia di Berchida, Sardegna, Aprile 2012, il sole sta scomparendo alle nostre spalle, la spiaggia è morbida come il velluto. Questa notte pioverà molto forte, al mattino nasceranno milioni di fiori.

"Ma niente è fermo in questo mondo, l'hanno capito tutte le specie viventi tranne noi, creature indegne e insignificanti... per questo abbiamo inventato Dio, il paradiso, la  vita eterna, perchè non riusciamo a percepire il fatto che ogni nostro respiro, ogni nostra esperienza, nasce dalla natura e ritorna nella natura, e si trasforma nella sostanza che dà vita ad altre creature...questo è Dio, questo è il paradiso, questa è la vita eterna, ma non dipende da noi, non siamo figure centrali, possiamo solo contribuire a mandare avanti questo mondo senza rovinarlo.."


Cala Branchida, "Tahiti", Sardegna, Aprile2012, come questi fiori niente è eterno, tra pochi mesi qui sarà un deserto, ma questo eterno rinnovarsi è anche la parte migliore. Senza movimento, senza nuvole, senza vento non ci sarebbe vita.

Qui sono riportati i frammenti di quanto ha detto il nonno di Nicolai Lilin al nipote in Siberia, tratto da "Il respiro del Buio" Einaudi 2011.



Nicolai Lilin ha origini siberiane e ha vissuto in Transnistria fino al 2003 e da allora vive in Italia, in provincia di Cuneo. Lavora a Milano e scrive in lingua italiana. Dopo le esperienze di guerra in cecenia si è sposato con una donna italiana ed è padre di una figlia.Oltre all'attività principale di scrittore gestisce anche un laboratorio di disegno e tatuaggio tradizionale siberiano a Milano