domenica 12 maggio 2019

Tenerife


Masca, sembra la Machu Picchu delle canarie, arroccata com'è su quello sperone che domina il barranco, verdissima, spopolata, selvaggia, così difficile da raggiungere con quella strada da incubo su centinaia di precipizi senza fondo


Ci sono km di sentieri da percorrere, alcuni scendono fino al mare percorrendo il barranco de masca. In fondo dalla piccola spiaggia un servizio di battelli porta a los gigantes, qui è un'eterna primavera, la temperatura è perfetta in questo periodo ed è pieno di fiori in gran parte a me sconosciuti


Le piccole casette appollaiate ovunque con il loro orto che ruba lo spazio alle montagne che qui sono particolarmente impervie e instabili. Ho conosciuti diversi italiani che si sono trasferiti qui in cerca di fortuna. Stanotte ho dormito da Federico, di Genova, in liguria non ce la faceva a realizzare il suo sogno di imprenditore dell'accoglienza ma qui ci è riuscito. 


La sua casa Giuliana a Charco del Pino è un esempio di vecchia finca (casa d'epoca) restaurata con attenzione lasciando intatti i pavimenti e soffitti di pino canaro che regalano al luogo una calda atmosfera antica. La sua gentilezza, la sua accoglienza il suo parlare con quella calata ligure che a me piace tanto; ero appena arrivato e, visto che non ero proprio dell'umore giusto, mi ha aiutato tantissimo ad entrare nello spirito di questo viaggio che poi è stato uno dei più belli che abbia mai fatto


Il sipario da los gigantes offre diverse quinte di montagne straordinarie, altissime che precipitano direttamente nell'oceano atlantico. Per apprezzare la cosa ho preso una barca super turistica ma abbastanza economica, come tutto da queste parti, che porta, se si è fortunati, a vedere i delfini e le balene nuotare a pochi metri. E' stato indimentcabile, li avevo già visti a sud di capraia ma erano stenelle, qui sono grandissimi e le balene poi gigantesche, scorrono con movimenti sincronici attraversando la superfice del mare, lucidi di acqua e felici di essere li. Bellissimi.


Non bisogna mai dimenticare che Tenerife è un gigantesco vulcano spento e le sue rocce nere di lava sono ovunque. Sprazzi di fiori colorati però ingentiliscono questa asprezza e il contrasto con l'azzurro del mare crea ovunque scenari straordinari.


Qui siamo in un altro dei punti selvaggi e meno noti di quest'isola che spesso sembra essere ricordata solo per l'edificazione selvaggia e la vita notturna e invece conserva ancora angoli di una suggestiva e remota bellezza. Capo teno con il suo bellissimo faro.


Sul mio diario ho scritto " anche in questo periodo di grande disillusione in fondo nutro sempre la speranza che ci sia ancora qualcosa di nuovo da vedere, da scoprire, da conoscere, panorami, persone, fiori, cammini. Spero anche che questo viaggio intrapreso in un momento così particolare e difficile possa servire tra cesura tra questo presente che non mi va più bene e un futuro che deve essere quello che voglio io, ancora più semplice e luminoso di quello che oso sperare"



Se fosse veramente possibile imparare ad accettare e perfino a dare il benvenuto alle cose della vita che finiscono, è possibile scoprire che il sentimento di vuoto, che inizialmente crea grande disagio, si trasforma in un grande senso di spazio interiore, di profonda pace. Morendo tutti i giorni un po, ci si apre alla vita.



Qua sotto l'albero del drago (dracena draco) è forse il simbolo vegetale più importante di Tenerife. Ha una crescita estremamente lenta, e si calcola che impieghi circa un decennio per raggiungere l'altezza di appena un metro. Dracaena draco non mostra anelli annuali e l'età può essere stimata solo in base al numero di suddivisioni dei rami. Gli esemplari più antichi si ritiene possano essere millenari come il più antico esemplare vivente che si trova nella zona nord-occidentale dell'isola.



Quanti fiori, piante, insetti, lucertole, assolutamente sconosciuti. Basta cambiare latitudine di pochi gradi e il mondo appare così diverso e la natura così piena di immaginazione, di fantasia, di grazia, di bellezza.


Nulla va mai via finché non ci ha insegnato ciò che abbiamo bisogno di sapere.
(Pema Chödrön)



Dopo aver vistio captain fantastic mi sono chiesto chie era Noam Chomsky e ho trovato queste 10 strategie della manipolazione mediatica da lui elaborate

1-La strategia della distrazione
Consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti attraverso un fiume di informazioni irrilevanti.
“Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).


2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
Non occorrono esempi, stiamo già pensando tutti alla stessa cosa.




3- La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, lentamente ma continuamente.
Si pensi al nuovo modello neoliberista imposto durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari scollati dalla realtà, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.



Un altro degli ambienti più belli di Tenerife, direi forse il più straordinario, è il Teide. Con i suoi quasi 4000 metri è la montagna più alta di tutta la spagna (!) e si trova qui, in oceano atlantico, di fronte alle cosate del Marocco, dove qualche anno fa sono passato in camper diretto verso il confine della mauritania.


Sembra infatti di essere finiti sulla luna o su marte, non saprei, qualcosa di veramente unico che ho visto solo da queste parti. Lo sguardo si perde in quest'immensità di rocce, vulcani, caldere giganti a perdita d'occhio. E poi i colori. Straordinari. Tutti i toni del giallo, ocra rosso, tessuti ricamati. A queste quote poi la luce è straordinariamente nitida e brillante. Solo in foto da satellite o da un aereo si può apprezzare cosa significa questo vulcano spento in mezzo all'oceano che hanno chiamato Tenerife.


4- La strategia del differire
Far accettare una decisione impopolare è quella presentandola come “dolorosa e inevitabile”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato.


5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini
“Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (Rif. “Armi silenziosi per guerre tranquille”).


6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo.



7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga, impossibile da colmare dalle classi inferiori”.



Qui è pieno di canarini. Sono verdi. Con il loro volo e soprattutto con il loro canto abbelliscono, se ancora ce ne fosse bisogno, ogni cosa.


Anche a queste altezza, siamo a quasi a 2500, i fiori con i loro colori riescono ad uscire dalla pomice e a rendere questo posto così lunare di nuovo profondamente terrestre


I sentieri del parco sono segnatissimi, impossibile perdersi, ci sono almeno una ventina di itinerari, alcuni anche lunghissimi, che percorrono in lungo e in largo le pendici di questo stupefacente ambiente vulcanico di alta quota.


Ci sono stato due volte sul teide, a distanza di quasi una settimana, ed entrambe le volte a metà pomeriggio e nuvole portate dall'umidità del mare hanno formato un soffice tappeto sulle terre circostanti. Come essere in volo. La luce del sole qui è fortissima e occorre stare attenti e coprirsi o almeno abituarsi a poco a poco.


La mia mitica hyundai i-10, ottimo mezzo per girare tutta l'isola


8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è la cosa più comune essere mediocri e volare basso.



9- Il Senso di colpa
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione.




10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che può esercitare un controllo maggiore di quello che lo stesso individuo eserciti su sé stesso.



Qua sotto il villaggio di Sant Andres, le cui abitazioni sembrano gettate sul fianco della montagna come dadi colorati. Situato a una decina di km da Santa Cruz introduce il fantastico mondo dei monti Anaga, l'ultima delle zone selvagge dell'isola che ancora mi resta da vistare


Qua sotto la spiaggia, totalmente artificiale, di Las teresitas, che crea tramite un terrapieno e dei frangiflutti quella che da queste parti chiamano una "piscinas" cioè una zona dove è possibile fare il bagno senza incorrere nella furia e nelle correnti dell'oceano atlantico.


Salendo verso i monti Anaga il paesaggio si fa via via più imponente e suggestivo, sembra incredibile che a così poca distanza da Santa Cruz, centro commerciale e amministrativo dell'isola, dove attraccano decine di navi da crociera alla settimana piene di migliaia di turisti giornalieri e  frettolosi possa essitere una zona così selvaggia e impervia, che dicono essere la più antica dell'isola.


Il percorso costiero che ho scelto è vario e suggestivo anche se, come al solito, tendo a esagerare in lunghezza e dislivello e sono arrivato preciso prima di crollare al suolo. Per fortuna a metà ho trovato un mini villaggio con una specie di bar posada che faceva qualche piatto tipo di queste parti, semplice ma estremamente corroborante.


Ci sono lungo il mare case isolate e anche interi nuclei, adesso disabitati, ma una volta popolati da intere famiglie. Raggiungibili solo via mare, quando è possibile cioè raramente mi sembra, o via terra ma con molte ore di cammino. La gente che abitava questi posti remoti aveva terrazzato interi versanti di montagne colossali e ancora si vedono i resti di ciò che coltivavano: ulivi, agrumi, palme, banani.


Durante il cammino si vedono scorci preziosi della altre 5 perle che compongono questa collana: 
Fuerteventura, Gran Canaria, Lanzarote e La Graciosa, La Palma, La Gomera, e El Hierro






“There is only one person you will have to bear for the rest of your life: yourself. That’s why being alone is so difficult. Even in the mountains, and not just because of safety. Being alone strips you naked, it makes you understand who you are, what is your value, the things that matter in life”.
Hansjörg Auer  (Zams, 18 febbraio 1984Howse Peak, 16 aprile 2019)


Sono salito e sceso al/dal Teide da tutti i versanti dell'isola e dovunque il vulcano è circondato da immense foreste di pini prima e  di  Laurisilva poi, ("foresta di lauri")  che raggiungono i 40 metri di altezza. Sono una preziosa reliquia delle foreste plioceniche subtropicali.



Qualche altra cartolina dell'isola, qua sopra capo Teno e sotto una panoramica con il faro, sullo sfondo La Gomera, bellissimo posto che, assieme al El Hierro, spero di tornare a visitare.


Never let the sadness of your past and the fear of your future ruin the happiness of your present


The one who choose to love us despite all our flaws are the one who are really going to stay (Dhiman)


A queste quote si passa dal caldo torrido al freddo glaciale in un istante


Un'altro incontro memorabile è stato quello con Franco, il proprietario sardo, della finca bellavista, alta e straordinariamente panoramica sopra Santa Cruz. Si tratta di un loft open space arredato con il minimo indispensabile, come piace a me; ho pensato che se proprio dovessi abitare in città vorrei tanto abitare in un posto così. Sonmo stato molto bene qui, ho passato 5 serate, notti e mattinate da sogno in questo posto e spero tanto di poterci tornare


Quando arrivava il buio la città, sotto di me, si accendeva di migliaia di luci e nel porto la vita non si fermava mai, navi che arrivavano e partivano ad ogni ora della notte. 


Non tiravo neanche le tende da come mi piaceva vedere la città dall'alto, le stelle e poi l'alba al mattino con il sole che inondava la stanza di luce.


L'auditorio di Tenerife progettato dal 1991 dall'architetto Santiago Calatrava e finito di costruire nel 2003. Situato di fronte all'oceano è uno degli edifici più emblematici dell'architettura spagnola.


Santa Cruz dalla finca bellavista, di primo mattino


Playa draguillo, raggiungibile in un paio d'ore a piedi con una splendida camminata



“La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno.” Jim Morrison


E questa nostra vita, via dalla folla, trova
lingue negli alberi, libri nei ruscelli,
prediche nelle pietre, e ovunque il bene.
💚
William Shakespeare


Panoramica dei monti Anaga dal passo



lunedì 25 marzo 2019

Sentier des douaniers - cap corse



Arrivo a Bastia, al tramonto, quante volte ho vissuto questo momento, 30, 40, chissà, ogni volta la stessa emozione, il sole scende dietro il col de teghime e se ne va a illuminare altre notti. Il dito si allunga verso nord a indicare la liguria, questa volta andiamo lassù in cima



Mai nulla di splendido é stato realizzato, se non da chi ha osato credere che dentro di sé ci fosse qualcosa di piú grande delle circostanze (B. Barton).


La spiaggia di tamarone, subito fuori macinaggio è la prima che si incontra sul sentiero dei doganieri, meno nota delle altrre che seguono, forse percè si può raggiungere in 4x4, per me è bellissima. Il suo colore che in alcuni punti tende al viola e la cornice di montagne restrostanti la rendono unica.


Le isole finocchiarola pullulano di puntini bianchi accucciati sui prati. Sono migliaia di gabbiani corsi pronti per nidificare. Questa riserva è nata per la loro protezione; più piccolo e debole del gabbiano reale, che tra l'altro si nutre anche delle sue uova, si ciba esclusivamente di pesce a differenza del collega che è un noto frequentatore di discariche, città e cassonetti vari.


Il bambino prima di parlare canta
prima di scrivere disegna
prima di stare in piedi danza
l'arte è fondamentale per l'espressione umana


La torre spezzata a metà di Santa Maria ogni anno è sempre più consumata dalle onde e dal vento. Chissà se un anno arriverò e non ci sarà più niente. O se la vedranno così anche Marta e Maddi. Fatto sta che è bellissima, un posto magico, con il posto di guardia che ancora, coraggiosamente, resiste a tutte le ingiurie degli anni.


Capandula dicono sia la più bella e, in effetti, è difficile da smentire un'affermazione del genere. Quello che sconvolge è il colore dell'acqua e anche qui quella tonalità violetta che ho visto solo da queste parti e qualche rara volta a creta. In questo periodo non c'è un anima in giro.


No road is long when dreams are big and sky is the limit. (Ashuhs world)
Aucune route n'est longue quand les rêves sont grands et que le ciel est la limite
جاده ای طولانی است زمانی که رویاها بزرگ و آسمان محدود است


Cala Francese, anche tappezzata di enormi cuscini di posidonia secca è splendida. Lo stagno retrodunale si ferma come sua consuetudine a pochi metri dal mare e le mucche se la spassano qui, a differenza delle alpi, è pieno di sale e a loro va bene così 



Ciascuna persona viene al mondo perché è chiamata. L’idea viene da Platone, dal mito di Er che egli pone alla fine della sua opera più nota, la Repubblica. In breve, l’idea è la seguente: prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino




Secondo Plotino (205-270 d.C.), il maggiore dei filosofi neoplatonici, noi ci siamo scelti il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’anima e corrispondenti, come racconta il mito, alla sua necessità. Come a dire che la mia situazione di vita, compresi il mio corpo e i miei genitori che magari adesso vorrei ripudiare, è stata scelta deliberatamente dalla mia anima, e se ora la scelta mi sembra incomprensibile, è perché ho dimenticato - James Hillman



Questa visione dall'alto dello sperone su cui è collocata la torre dell'agnello, panoramica di tutta strada per arrivare fin qui è a mio avviso uno dei più begli scenari costieri marini che mi sia mai stato dato di apprezzare. La serie di anse, di torri, la vista che sia allarga fino a capraia e l'elba con il monte capanne sullo sfondo a fare da guardia a tutto l'arcipelago toscano è davvero incomparabile.


E, svoltato l'angolo, ecco giraglia, l'isola simbolo di capo corso, il vecchio drago addormentato che sembra sia per muoversi da un momento all'altro. Sulla sua sommità il faro e la vecchia torre di guardia genovese. Quante volte ho passato ore a guardarla, di fronte al camper in quella che considero una delle più belle soste d'europa.



La torre dell'agnello, splendidamente restaurata è il punto di svolta dell'itinerario. Si passa dal versante orientale di capo corso alla sua sommità e lo sguardo si posa sui meravigliosi stagni retrodunali sottostanti, sulle dune di sabbia bianchissime posizionate così tanto all'interno da essere singolari e sorprendenti per questo tipo di ambiente a macchia mediterranea. E poi la vista che si spinge senza alcun limite fino a Barcaggio, ormai non troppo lontano, e poi a Tollare con la sua splendida torre prospiciente il porto. E su tutto le migliaia di tonalità di verde che, dicono, sia il colore con più sfumature possibili al mondo. Si, qui in effetti questa affermazione ha un senso.




Le torri genovesi, erette nel sedicesimo secolo vigilavano e annunciavano l’arrivo di barche corsare. Costituivano una rete poiché da ogni torre era possibile vedere in lontananza le due vicine e inviare segnali di luce. Dalla torre dell’agnello, ad esempio, si vede l’isola di capraia con la torre dello zenobito sopra cala rossa e fino alla dirimpettaia riva degli etruschi, in toscana. Di norma la guarnigione era composta da un capitano, da tre soldati di cui un artigliere e da un marinaio che aveva il compito di approvvigionare gli uomini.



Mai come in questo periodo mi sto focalizzando a come riprendermi il tempo. Tempo che, fino ad ora, per la maggior parte ho gettato a camminare sopra cammini che altri hanno fatto per me. Tempo che invece, da adesso e se ci sarà altro tempo, servirà a crerne di nuovi, unicamente miei, diversi dalla mode che ti pugnalano alle spalle, dagli oggetti che ti rubano l'anima, dalle notizie e dalle televisioni che ti fanno spendere il tempo per farti credere quello in cui la maggioranza crede. E non ho assolutamente più paura di morire la mia più grande paura adesso è quella di continuare a non vivere. Ci sono infinite emozioni in questo mondo che aspettano solo di essere vissute e non c'è cosa peggiore che rimpiangere di non avere vissuto il proprio tempo nella felicità. 



Non voglio più perdere neanche un minuto ad odiare a litigare a discutere, a sprecare il mio tempo che a questo punto è preziosissimo dietro persone che non mi vogliono più bene, soprattutto voglio andare via da qui e non voglio metterci più piede per un bel po di tempo, se sono nato in un posto questo non significa che la mia mente sia limitata a questa cultura così asfissiante. Le radici certo torneranno a farsi sentire, ma quando succederà le accontenterò ma con leggerezza senza essere forzato da centinaia di pressioni assurde e contrastanti.



Vorrei tanto circondarmi di anime invece che di oggetti, ma le anime si trovano in giro, dietro gli angoli più impensati, per noi uomini e donne, senza un orizzonte in movimento, non c'è possibilità di evoluzione alcuna.


Se al principio non mi trovi, insisti, se non sono in un posto, cerca in un altro.
Io mi fermo da qualche parte ad aspettarti.
(W.Whitman)



La spiaggia di Barcaggio, sempre straordinariamente bella, si tinge dei colori del crepuscolo mentre una gigantesca luna rossa di stampo extraterrestre sorge dietro punta del trattoio, in capraia. Le fioriture di asfodeli, di lavanda selvatica e di rosmarino si chiudono in previsione della notte ancora molto fredda da queste parti e in questo periodo. Ma, se si sta attenti e in silenzio, seduti sul soffice tappeto di posidonie secche, si può sentire il loro dolce effluvio che permea la notte in arrivo. In attesa delle stelle e dell'alba che da queste parti può sostituire il tramonto.


 A chi chiedeva cosa significasse la compassione Buddha disse di prendere un fiore e di distruggerlo tra le mani. Pestarlo con i piedi. Gettarlo lontano. Ecco allora, più che mai, che il suo profumo invade tutto intorno, anche chi lo ha massacrato, una riconoscenza di esistere che va oltre la vita stessa.


Solo una mezzoretta di sentiero unsice Barcaggio con Tollare che in questa stagione è quasi abbandonato. Il furgoncino del pane che arriva ogni giorno strombazzando è l'unico contatto con il mondo esterno, distante una ventina di km di strada stretta e a volte difficile. Le gallerie per le barche dei pescatori sono state trasformate in case per l'estate ma danno l'idea di essere abitate solo un paio di mesi all'anno. Adesso abbiamo trovato solo un paio di pescatori.


Dopo Tollare inizia il tratto impegnativo direzione centuri Port. Non ho neanche una foto di quel pezzo perchè è andata come è andata. Il vuoto di energia che mi sono creato in quella giornata me lo sto ancora portando dentro. Come abbia potuto pensare di adattare i miei parametri a gente sconosciuta che forse non era neanche in grado di apprezzare in pieno quello che vedeva perchè anche loro forzati da quello che pensavano essere una cosa che invece era stata pensata da altri per loro e che invece andava così oltre le proprie possibilità, tecniche, fisiche ma soprattutto mentali. Basta adesso.

mercoledì 6 marzo 2019

I viaggi di Jupiter

Pezzo di oggi Lunaspina di Ivano Fossati - Ascolta



Ho finito di leggere in questi giorni "I viaggi di Jupiter" di Ted Simon
Forse è il più bel libro di viaggio che abbia mai letto. Non so, dico sempre così quando ne finisco uno, ma penso che lui, nello scriverlo, ci ha messo veramente tutto il suo cuore, veramente tutto. Mi è piaciuto tanto. Ecco alcune frasi prese qua è la



Thoreau in prossimità del laghetto di Walden scrisse:
"Abbiamo una gran fretta di realizzare un telegrafo magnetico dal Maine al Texas; ma potrebbe darsi che il Maine e il Texas non abbiano nulla di importante da dirsi."



Se Thoreau vivesse oggi, avrebbe la piena conferma dei suoi timori. Le notizie fulminee vengono immediatamente superate. Soltanto le idee più banali possono varcare con successo grandi distanze alla velocità della luce. E qualsiasi cosa viaggi molto lontano e molto rapidamente, difficilmente merita di essere trasportata, in particolar modo il turista.



Forse vi sono uomini senza fantasmi alle calcagna che in una nube temporalesca, vedono solo correnti ascensionali e vapore acqueo. Io comunque non mi cambierei con alcuno di loro.



Quel poco di grandiosità che fiorisce nella mia vita fiorisce dai miei miseri inizi. I momenti di serenità che conosco sono mille volte più preziosi perchè si tratta di interludi....



...ricordo i miei tentativi impacciati di simulare la normalità, e i disperati tradimenti della mia indole per evitare di venire smascherato. Poi la graduale scoperta che anche altri si contorcevano e cedevano sotto le stesse tensioni, e che, dietro l'apparente conformismo della vita quotidiana, si celava un mondo in cui ogni cosa era "l'opposto, originale, strana"



Cominciò allora un lungo apprendistato per divenire qualcosa di certo a buon diritto, da cui vedere ed essere veduto. E, in seguito, venne la ricerca di rapporti, liberamente offerti e accettati,  a conferma del fatto che il mondo e io, tutto sommato, eravamo fatti uno per l'altro.



Per qualche tempo, assorbito dal materialismo di Los Angeles, tale da ingannare la mente, avevo dimenticato i 48000 km di pianure, montagne, fiumi, foreste, deserti, cieli stelle: ma non sarebbero mai potuti essere cancellati dal mio subcosciente.



Come accade per la musica, potevano essere ignorati per qualche tempo, nel corso di qualche entusiasmo a breve termine, ma la brama cresceva silenziosamente entro di me finchè qualcosa di lieve come il profumo di un pino o alcune note di pianoforte mi avvertivano che ero pericolosamente vicino a morire di inedia



Considerai questa esperienza una parabola sulla vita, ritenendo che, fino a quando facevo quel che facevo con tutto il cuore, ogni cosa sarebbe potuta soltanto andare bene e, se c'era sofferenza, anch'essa doveva condurre a qualcosa di meglio. La sofferenza sarebbe stata inevitabile. Il viaggio doveva essere portato a termine.


Una volta di più, il Viaggio avanzava pretese voraci su di me. Avevo l'impressione di essermi dedicato a un sacerdozio.


"Per quale ragione sta compiendo questo lungo viaggio?"
"Per sapere" era stata la mia risposta, perchè mi stancavano ormai le consuete, prolisse, spiegazioni
"Ma cosa vuole sapere?" aveva insistito lui
"Voglio sapere perchè lo sto compiendo"...


...Avevo scoperto, tutto sommato, perchè stavo compiendo il Viaggio?
Mi sembrava che vi fossero stati momenti, in quei quattro anni, durante i quali avevo saputo, i momenti nei quali il Viaggio non richiedeva alcuna giustificazione


Non mi occorreva, allora, alcuna spiegazione migliore, del Viaggio, che quella di trovarmi esattamente dove mi trovavo, e di sapere quel che sapevo. Quelli erano i momenti in cui mi sentivo colmo di naturale saggezza, e bussavo alla porta stessa del cielo. I giorni di Jupiter.


Potrei dire alla gente di rifiutarsi di avere paura e di cercare di fare sempre ciò che è giusto. Ci è stata data una bussola nel cuore, capace di guidarci verso ogni successo nella vita


Nel frattempo faccio molti sogni. Sogno spesso di viaggiare sul duro e rosso suolo di una vasta foresta, sotto un'alta tenda di un verde traslucido, che si estende a non finire. Una foresta incantata, forse, dove gli uomini possono, a volte, ancora divertirsi a essere déi.


ted simon